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Come aprire un frantoio

04.06.2021 | | Aziende agroalimentari

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Aprire un frantoio è senza dubbio un’ottima occasione commerciale: i prodotti olivicoli Made in Italy ottengono numerosi riscontri positivi all’estero. Questo significa che l’apertura di un frantoio può rivelarsi un’opportunità di business a 360°.

Un elemento da considerare è l’aspetto qualitativo. In un settore dove la concorrenza è abbastanza alta, la qualità è ancora il principale elemento su cui puntare. I consumatori sono diventati molto attenti e informati, soprattutto sui prodotti di derivazione agricola. Per buttarsi in questa attività è quindi necessario seguire degli step precisi, rispettare tutte le norme esistenti e scegliere le migliori attrezzature per dare vita ad un’azienda olearia vincente.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio come aprire un frantoio, quali sono gli iter burocratici da affrontare, quali sono gli investimenti e i costi da sostenere e come scegliere il miglior software gestionale per garantire una produzione di alto profilo.

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Aprire un frantoio: qual è la situazione in Italia?

La produzione dell’olio in Italia è un’attività molto diffusa. L’olio, come già accennato, è uno dei prodotti agricoli più apprezzati in assoluto. Nel nostro paese il numero più alto di frantoi è concentrato in Sud Italia, principalmente nelle regioni di Puglia, Calabria e Sicilia, dove le condizioni climatiche consentono di produrre olio di grande qualità. Ma negli ultimi decenni la produzione è sensibilmente aumentata anche nel Nord Italia (grazie anche alla grande adattabilità dell’ulivo) dove in determinate zone gli agricoltori hanno creato attività che oggi lavorano a pieno regime, spesso private e in grado di sfidare con forza i grandi distributori.

Per dare un’idea precisa di come aprire un frantoio in Italia possa essere un’ottima opportunità di business ci affidiamo ai numeri di settore forniti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Ad una prima analisi nell’annata 2020/21 si registra una leggera contrazione nella produzione di olio, con un decremento del 4% rispetto alla media degli ultimi anni (290.000 tonnellate contro i 366.000 dell’annata 2019/20). Tutto nella norma però, vista l’enorme crisi aperta dalla pandemia. Anzi, un calo così leggero è comunque da vedere positivamente, segno che l’olio resta comunque uno dei beni primari di consumo alimentare. Numeri che appaiono positivi soprattutto in relazione alla crescita costante degli anni precedenti: dall’annata 2013/14 a quella 2019/20 la produzione è cresciuta infatti del 15%. Numeri che fanno riflettere: una volta terminata l’emergenza, la produzione tornerà a crescere con profitto.

I requisiti per aprire un’azienda olearia

Dopo aver analizzato i numeri sulla produzione di olio in Italia passiamo alla definizione dei requisiti necessari per aprire un frantoio.

Il primo elemento importante è l’assenza (per il titolare del frantoio) di interdizione o di fallimenti precedenti. Risolta questa questione morale e giudiziaria è necessario scegliere una location adeguata, sia a livello di strutture ma soprattutto di terreni. Per ottenere l’ok è necessario rivolgersi alle ASL di competenza, le uniche in grado di autorizzare la concessione e analizzare tutto il necessario per la sicurezza.

Ottenuto il permesso dell’ASL è necessario fare richiesta presso il Comune di competenza e, contestualmente, rivolgersi all’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) per ottenere il riconoscimento dell’attività. Solo dopo l’ok dell’Agea è possibile accedere ai contributi comunitari previsti, ottenibili solo rispettando gli obblighi della OCM (Organizzazione Comune dei Mercati dell’Olio di Oliva).

Qual è l’iter burocratico da seguire?

Per aprire un frantoio è importante seguire un preciso iter burocratico.

Il primo passo obbligatorio è l’apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate. Successivamente è necessario iscrivere la propria azienda al Registro delle Imprese. Terminati questi primi passi burocratici è ottimale chiedere immediatamente il certificato di autorizzazione all’ASL di competenza e richiedere al Comune la possibilità di iniziare l’attività.

Si passa poi alla gestione eventuale dei dipendenti e delle risorse che lavoreranno nell’azienda. Tutto il personale deve essere iscritto ai registri Inps e Inail, per poter ricevere i contributi previdenziali e antiinfortunistici.

Gli investimenti, i costi e i guadagni per aprire un frantoio

Quando si decide di aprire un’azienda olearia è innegabile mettere in preventivo una bella somma da destinare agli investimenti.

Acquisto del terreno

Il primo, e sicuramente più importante, è l’acquisto del terreno. Qui si costruirà la location del proprio frantoio e da esso dipenderà buona parte della qualità dell’olio. È consigliabile in questa fase consultare un agronomo esperto per scegliere il terreno più indicato per l’attività.

Assunzione di personale qualificato o da formare

Il secondo investimento di importanza capitale è relativo al personale. Chiaramente il settore oleario è un ambito molto specialistico. È possibile assumere personale qualificato, che richiede un esborso economico maggiore, oppure scegliere lavoratori non preparati nel settore. In questo caso è necessario attivare dei percorsi di formazione in modo da qualificare rapidamente gli operatori.

Acquisto di arredi e attrezzature

Arriva poi il momento dedicato agli arredi e alle strutture del frantoio. Una spesa media per delle attrezzature di livello è indicata tra gli 80 e i 120 mila euro. Questa spesa, che per molti può apparire estremamente onerosa, è la motivazione che spesso spinge chi desidera aprire un frantoio a preferire il franchising. In questo caso tutte le spese relative alla gestione del marchio, agli arredi e alle strutture diminuiscono drasticamente.

Spese di gestione ordinaria

Infine, negli investimenti totali per l’apertura di un’azienda olearia c’è da considerare tutto l’insieme delle spese di gestione ordinaria. Si parla in particolare delle spese relative alla gestione del terreno, delle strutture aziendali e dell’intera area dedicata alla produzione dell’olio. Non solo, sono da aggiungere oneri quali le utenze (elettricità, gas, rifiuti e altro), le spese di consulenti e commercialisti, le spese di marketing e le spese per un software gestionale che aiuti l’imprenditore ad avere una visione a 360° di tutto il processo produttivo.

Tutte queste spese non devono spaventare chi desidera entrare in questo business. Ovviamente gli investimenti preventivi sono necessari per poter ottenere dei guadagni successivamente. Le prospettive di raggiungere dei buoni introiti sono rosee per il settore. Come già detto ad inizio articolo i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e alla derivazione geografica del prodotto. Per questo motivo aprire un’azienda olearia in una zona famosa per la qualità del prodotto è sicuramente un punto di partenza vincente. È chiaro però che nessun prodotto si vende da solo. Per avere successo e generare profitti è necessario impostare anche strategie di marketing multicanale e fortemente incisive, sfruttando tutta la potenza del web.

Software gestionale per frantoio: perché è importante

Aprire e amministrare un frantoio, come abbiamo visto, coinvolge una serie di attività che abbracciano diversi campi e competenze. Per riuscire ad ottenere il meglio dalla gestione di ogni area è necessario avvicinarsi alla digitalizzazione dei processi produttivi, anche nel mondo agricolo. In quest’ottica è fondamentale avvalersi di un software gestionale specifico per le aziende olearie.

Grazie al supporto di questa soluzione è possibile tenere sotto controllo l’intero processo produttivo e sviluppare un’attività di business altamente remunerativa. Un software gestionale consente di monitorare tutti i passi della produzione, di rispettare alla lettera tutte le norme fiscali e commerciali del settore e di poter attivare delle perfette strategie di Customer Relationship Management.

TeamSystem Wine & Oil: il software gestionale per frantoi

TeamSystem Wine & Oil è la soluzione gestionale che TeamSystem ha creato per amministrare al meglio le aziende del settore vitivinicolo. Con un’unica piattaforma sarà possibile automatizzare tutti i processi aziendali, dalla gestione del terreno al monitoraggio degli aspetti fiscali e commerciali. Scegliere TeamSystem Wine & Oil significa ottenere questi benefici:

  • Semplicità di utilizzo: TeamSystem Wine & Oil ha un’interfaccia estremamente intuitiva. Ogni attività svolta dal frantoio è facilmente rintracciabile e monitorabile, dal trattamento del terreno fino alla gestione degli ingressi e delle uscite dalla cantina.
  • Supporto normativo: grazie a questo software è possibile rispettare alla perfezione tutte le normative, italiane ed europee, previste dal settore agricolo.
  • Supporto commerciale: ogni prodotto può essere posizionato sul mercato al giusto prezzo e ogni processo produttivo può essere valutato a seconda del margine di prodotto
  • Sicurezza assoluta: l’intera filiera produttiva è monitorata costantemente per garantire al consumatore finale la maggiore sicurezza sul percorso compiuto dal prodotto.

Aprire un frantoio è sicuramente un’occasione di business importante, soprattutto grazie alla vitalità del settore e all’apprezzamento che i mercati italiano ed esterno manifestano verso l’olio prodotto nel nostro paese.

Per una perfetta organizzazione dell’attività è estremamente importante fare adeguate valutazioni preventive e affidarsi successivamente a software gestionali di alto livello, come TeamSystem Wine & Oil. A tal proposito vi è da sottolineare come la legge di bilancio 2021 consenta di accedere al credito d’imposta formazione Industria 4.0 per finanziare programmi di trasformazione tecnologica e digitale. Un’occasione da sfruttare al meglio per aprire un frantoio vincente.

 

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