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La sindrome del bore out: cos’è e cosa fare per evitarla in azienda

02.08.2022 | | Risorse umane

POST BLOG_1998350900_TS HR - La sindrome del bore out

C’è chi è pieno di lavoro, ha una stanchezza eccessiva che si trascina da giorni, è a rischio di burnout e chi, invece, va in un’altra direzione: quella del bore out. Ossia non sta lavorando così tanto da consumarsi fisicamente e mentalmente, ma vive uno stato di profonda demotivazione e noia nei confronti di quello che fa.

A dispetto di quello che erroneamente si pensa, un lavoratore può sembrare lavativo o annoiato per il suo modo di essere, ma forse sta vivendo qualcosa di più profondo con cui responsabili di team, capi e HR devono sicuramente fare i conti.

Ma cos’è la sindrome del bore out, cosa la scatena e come si può fare per evitarla? Vediamolo insieme.

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Bore out: cos’è

La sindrome del bore out è quella che si può definire una noia cronica nei confronti del lavoro ma, a cascata, anche della vita. A differenza della noia occasionale, chiamiamola così, che può indifferentemente colpire tutti per un periodo, avere dei lavoratori continuamente annoiati può essere un problema per l’azienda. Una ricerca condotta in Finlandia qualche anno fa, che ha visto coinvolti più di 11mila lavoratori in 87 aziende, evidenzia come il fatto di essere in bore out incide tantissimo sul turnover del personale nonché sulla richiesta, qualora ci siano i presupposti, di andare in pensione anticipatamente.

Inoltre, la sindrome del bore out non avanza indisturbata, anzi crea dei veri e propri disturbi che possono sfociare in depressione o stati d’ansia così come in mal di testa continui e insonnia.

Tutti aspetti che, a lungo andare, incidono sulla produttività oltre che sulla qualità del lavoro stesso. Perché, anche se quella persona annoiata riesce a portare avanti i compiti nel tempo previsto, non è detto che ci abbia messo quella creatività e attenzione che sarebbero richieste. Chi è demotivato infatti può commettere diverse distrazioni o errori.

Questo comporta diverse conseguenze: innanzitutto è come se si rompesse il patto tra l’azienda e il dipendente. Ma non solo: una persona in bore out rischia di peggiorare l’ambiente di lavoro e di demotivare anche gli altri, sia quelli che lavorano direttamente con lei che i colleghi di altre aree. Inoltre, questa demotivazione si può tradurre anche in apprezzamenti poco gentili nei confronti del capo o dell’azienda stessa. Anche questo può inficiare - e non poco - l’ambiente di lavoro andando a minare anche la reputation aziendale, sia interna che esterna. Chi è demotivato, può sfogarsi con amici e famiglia ma anche sui social network.

Bore out: da cosa è causato?

Quali sono quindi le cause del bore out? Intanto sono diverse e una è sicuramente da ricondurre alla pandemia e ai vari lockdown.

La crisi causata dal Covid ha portato le persone a stare più in casa, a lavorare da remoto e a passare da una call all’altra, abitudine che si è così radicata che anche adesso che c’è stato un ritorno in ufficio, ne percepiamo ancora gli strascichi. Il troppo tempo trascorso nelle riunioni virtuali, a casa, con pochi contatti da vicino con i colleghi non ha certamente aiutato. Così come la tendenza, sfociata nella Great Resignation, a lasciare un lavoro in cui non ci si ritrova più porta le persone a non accontentarsi di quello che hanno e, prima di optare per un’altra soluzione, a vivere uno stato di demotivazione. C’è poi chi non ha il coraggio di lasciare il lavoro, vuoi perché ha famiglia o perché ha paura di non trovarne un altro, e resta in azienda sì, ma non ha più la verve iniziale.

Al bore out può inoltre contribuire la scelta di un’azienda che rinuncia in toto allo smart working o fa di tutto per avallare la presenza in sede. Così come, in virtù di un presenzialismo molto diffuso in Italia, chiede ai propri dipendenti di rispettare l’orario previsto anche quando non hanno più nulla da fare.

Così come tra le cause della demotivazione ci può essere uno scarso coordinamento del team di lavoro. Responsabili di team che non danno compiti chiari o che non rispondono alle mail impedendo alle persone di andare avanti o ancora che non sanno ridistribuire i carichi di lavoro non aiutano certo le persone a essere ingaggiate.

Sul boreout può anche influire il fatto che i responsabili HR siano poco attenti a quello che succede e non si accorgano che ci sono delle disfunzioni a livello di team o non arrivino a percepire l’umore differente delle persone. Il non avere confronti continui con le persone, ma “relegarli” solo alle performance review semestrali o annuali può portare a non avvertire la demotivazione crescente o a farlo quando è troppo tardi.

Cosa può fare un’azienda per prevenire il bore out o evitarlo

Per evitare di trovarsi in una situazione simile, è indubbiamente necessario analizzare in modo critico come vengono gestiti i team, i carichi di lavoro e anche capire in che direzione sta andando la cultura aziendale.

Andando ancora più nella pratica le aziende possono per esempio:

  • Puntare sulla flessibilità e ridisegnare le modalità di lavoro, dando ai dipendenti la possibilità di organizzarsi come meglio credono purché raggiungano gli obiettivi stabiliti. E questo, indipendentemente da dove lavorano. Ovviamente, è importante progettare anche dei momenti di incontro fisico, di confronto tra dipendenti e management e perché no, anche delle attività di gruppo da svolgere in sede.
  • Rivedere e distribuire in maniera equa nonché efficace i compiti nonché rivedere ruoli e responsabilità all’interno dei vari team e, perché no, qualora possa portare una ventata di freschezza e sia ovviamente possibile, favorire i “prestiti” da un team all’altro.
  • Prevedere più incontri tra responsabili di team e dipendenti nonché tra manager e dipendenti per testare la motivazione, capire cosa non sta andando e dare anche dei feedback sul loro operato.
  • Essere chiari sul percorso di carriera: spesso le persone perdono la motivazione perché pensano di restare sempre al loro posto e questo le porta a visualizzare una vita lavorativa sempre più piatta. Far capire dove le può portare il loro impegno e quali sono i progetti che si hanno su di loro aiuta sicuramente a sentirsi considerate e parte dell’azienda.
  • Puntare sulla formazione: quando le persone apprendono concetti nuovi, si sentono più contente e hanno la sensazione di crescere. Se a fornire corsi di formazione, non solo inerenti al lavoro che svolgono, ma anche su attività collaterali o per aumentare le soft skill, è la propria azienda, questo le aiuterà sicuramente a trovare una motivazione.

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